
V° Anno
Il nostro percorso della Memoria nel quinto anno

Il quinto anno è stato per noi un momento di riflessione profonda sul percorso che avevamo intrapreso già a partire dal terzo anno, un percorso che ci ha condotto a confrontarci con la storia della Shoah e delle sue implicazioni morali e umane. Abbiamo voluto concludere questo viaggio con un'attività significativa, organizzando un momento di riflessione collettiva il 27 gennaio, Giornata della Memoria, per ricordare le vittime dell'Olocausto e riflettere sull'importanza di non dimenticare mai. Questo evento non è stato un momento isolato, ma ha visto la partecipazione attiva delle classi 3^B AFM e 4^A AFM, con cui abbiamo svolto diverse attività. Abbiamo dedicato ampio spazio a letture tratte da opere letterarie e storiche, che ci hanno permesso di esplorare le esperienze delle vittime della Shoah.

Partendo da testi come quelli di Anna Frank, Primo Levi e Elie Wiesel, abbiamo riflettuto sul significato di "memoria" e "dimenticanza" e su come il ricordo di quanto accaduto possa essere utile a contrastare ogni forma di discriminazione e intolleranza. In questa occasione, abbiamo anche appreso delle osservazioni critiche del professor Lamberto Pillonetto, nonché ex dirigente del liceo Primo Levi di Montebelluna e storico appassionato nella Shoah, su quanto letto, mettendo in evidenza non solo la barbarie del regime nazista, ma anche il coraggio e la resistenza di coloro che, nonostante tutto, hanno continuato a lottare per la propria dignità e per la propria vita. È stato un momento di riflessione che ha coinvolto non solo la nostra classe, ma l'intero istituto, creando un forte legame tra di noi e con la comunità scolastica. A concludere questo percorso, abbiamo avuto l'opportunità di partecipare al "Viaggio della Memoria", un'esperienza che ha rappresentato un punto culminante di tutto il nostro cammino. Abbiamo visitato Auschwitz-Birkenau, i luoghi simbolo del genocidio e delle atrocità naziste, in una tappa che ci ha profondamente segnati.

Visitare i campi di concentramento, camminare tra i resti delle baracche, osservare le mura e i resti delle strutture che hanno ospitato milioni di prigionieri, ha avuto un impatto profondo su ognuno di noi. In quei luoghi silenziosi, dove il dolore e la morte hanno preso il sopravvento, siamo riusciti a percepire la sofferenza delle vittime in maniera tangibile, come mai avremmo potuto farlo attraverso libri o documentari. Abbiamo visto le stanze piene di scarpe, gli oggetti personali degli ebrei deportati, le foto che raccontano storie di vita interrotte bruscamente. Ogni passo ci ha avvicinato alla realtà di quella tragedia e ci ha aiutato a comprendere la gravità del male che è stato compiuto. Il viaggio non è stato una visita turistica, ma un'opportunità per riflettere su quanto sia fondamentale non solo ricordare, ma anche trasmettere il ricordo alle generazioni future.
Auschwitz ci ha insegnato che il pericolo della dimenticanza è il primo passo verso la ripetizione degli errori del passato. Responsabilità, memoria e impegno civile sono le parole che abbiamo portato con noi da questo viaggio, consapevoli che il ricordo di quanto accaduto a Auschwitz e in tutti i campi di concentramento deve essere custodito e diffuso.
In conclusione, il quinto anno è stato un anno di forte maturazione, in cui il nostro percorso di riflessione sulla Shoah e sulle atrocità della Seconda Guerra Mondiale ha preso forma concreta attraverso la lettura, il confronto, la riflessione critica e l'esperienza diretta di Auschwitz-Birkenau. Abbiamo imparato che la memoria non è un atto passivo, ma una responsabilità che ci riguarda tutti, e che spetta a noi difendere i valori della libertà, della giustizia e del rispetto per l'altro, affinché il passato non si ripeta mai più.


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